Il danno da demansionamento del lavoratore può essere dimostrato anche per presunzioni?
Il risarcimento del danno professionale e/o biologico richiesto dal lavoratore a causa del proprio demansionamento non deriva automaticamente dalla prova di quest’ultimo, ma, per poter essere riconosciuto, necessita di una prova specifica e puntuale da parte del lavoratore stesso.
Tuttavia, secondo un recente arresto della Sezione Lavoro della Cassazione (sentenza n. 27910 del 4.12.2020), il danno da demansionamento può essere provato anche per presunzioni: "Il danno conseguente al demansionamento va dimostrato in giudizio con tutti i mezzi consentiti dall'ordinamento, assumendo peraltro precipuo rilievo la prova per presunzioni, per cui dalla complessiva valutazione di precisi elementi dedotti (caratteristiche, durata, gravità, frustrazione personale) si possa, attraverso un prudente apprezzamento, coerentemente risalire al fatto ingiusto, ossia all'esistenza del danno, facendo ricorso, ai sensi dell'art. 115 c.p.c., a quelle motivazioni generali derivanti dall'esperienza delle quali ci si serve nel ragionamento presuntivo e nella valutazione delle prove".